CSRD: la Nuova Direttiva sul Reporting di Sostenibilità

La direttiva CSRD (“Corporate Sustainability Reporting Directive” – Direttiva UE 2022/2464 del 14/12/2022) è lo strumento europeo che impone alle grandi aziende (e progressivamente anche ad altre imprese) di pubblicare regolarmente relazioni sul proprio impatto ambientale e sociale, seguendo il primo quadro comune di rendicontazione per i dati non finanziari.

CSRD: cosa prevede la direttiva europea

La CSRD introduce nuovi requisiti per il reporting di sostenibilità, estendendo gli obblighi di rendicontazione a imprese di grandi dimensioni, società quotate sui mercati regolamentati UE e altre entità, con un’enfasi sui temi ESG: ambientali, di responsabilità sociale e legati alla governance.

I primi soggetti obbligati dovranno pubblicare il primo report nel 2025 per l’anno finanziario 2024. Per questo motivo, chi rientra nell’obbligo dovrà iniziare già ora a svolgere il lavoro di base per la redazione del report di sostenibilità aziendale in conformità con la CSRD e gli standard di rendicontazione ESRS.

Perché questa nuova direttiva?

La CSRD è nata come evoluzione dell’esistente Non-Financial Reporting Directive (NFRD) del 2014, e va a sostituirla per rafforzare i requisiti e garantire informazioni attendibili e confrontabili sulla sostenibilità.

La direttiva CSRD rappresenta un pilastro fondamentale del Green Deal europeo e dell’Agenda per la finanza sostenibile. Fa parte di un quadro più ampio promosso dall’Unione Europea, che mira a garantire che le aziende operanti nel territorio rispettino i diritti umani e riducano in modo significativo l’impatto ambientale. Ma va oltre i confini europei, coinvolgendo anche le imprese internazionali che operano nell’UE o che hanno almeno un’impresa figlia o una succursale nell’UE: l’obiettivo è portare gli standard ESG a livello globale, incoraggiando anche le aziende internazionali a rispettare i requisiti di rendicontazione.

Quali sono le aziende interessate

I nuovi obblighi di reporting di sostenibilità coinvolgeranno progressivamente:

  • le grandi imprese già soggette alla Direttiva 2014/95 (NFRD) sulla rendicontazione non finanziaria, a partire dal 1° gennaio 2024, con pubblicazione del primo report nel 2025
  • le restanti grandi imprese attualmente non interessate dalla rendicontazione non finanziaria, a partire dal 1° gennaio 2025, con pubblicazione del primo report nel 2026
  • le PMI e le altre imprese quotate sui mercati regolamentati dall’UE, ad eccezione delle microimprese quotate, a partire dal 1° gennaio 2026, con possibile deroga fino al 2028
  • le società extra-UE quotate sui mercati regolamentati dell’UE
  • le filiali UE di società non UE, a partire dal 1° gennaio 2028

In caso di gruppi di imprese, gli obblighi di rendicontazione possono essere assolti dall’impresa madre per conto delle imprese figlie, nel caso in cui il gruppo rediga il bilancio consolidato.

Il nostro servizio di consulenza

Il percorso di consulenza Spinlife ti aiuterà:

  1. Sapere se la tua azienda rientra o meno nell’ambito di competenza della CSRD e quando deve conformarsi.
  2. Definire i ruoli e le responsabilità in materia di reporting e divulgazione CSRD all’interno della tua organizzazione.
  3. Condurre l’analisi di doppia materialità e tradurla in una matrice di temi ESG da utilizzare come punto di partenza del percorso di trasformazione sostenibile.
  4. Creare una baseline e individuare eventuali margini di efficientamento nei sistemi di raccolta e gestione dei dati.
  5. Identificare i potenziali effetti finanziari, i rischi e le opportunità legate alla transizione sostenibile.
  6. Impostare obiettivi di sostenibilità SMART e settare target di riduzione degli impatti aziendali.
  7. Monitorare progressivamente i KPI e correggere in corsa eventuali deviazioni lungo il percorso per il raggiungimento degli obiettivi.
  8. Preparare un report di sostenibilità in cui descrivere il percorso svolto nell’arco dell’ultimo anno e i nuovi obiettivi stabiliti.